sabato 12 gennaio 2008
Decrescita o Sviluppo
L'unica possibilità che ci è rimasta è "decrescere". Decrescere significa diminuire, e nel nostro caso specifico diminuire il consumo di beni per diminuire lo spreco delle risorse. La stragrande maggioranza della classe dirigente mondiale continua a sostenere un modello basato sulla crescita illimitata, e prende come valore indicatore assoluto il Pil ovvero il Prodotto Interno Lordo. Ma i fattori che condizionano il livello del PIL possono essere di vario tipo, e non sempre una crescita del Pil corrisponde ad una crescita del benessere dei cittadini. E’ ormai da molti anni che la crescita, come intesa dai sostenitori del neoliberismo, è quasi ferma se non in negativo talvolta, e viene indicata con non poca ipocrisia con il termine “crescita negativa”, proprio per evitare di dover accettare il fallimento delle politiche economiche fino ad ora messe in atto. Ecco che si spiega l’ostinazione a ripercorrere le stesse politiche fallimentari, forse per dimostrare che il mercato può regolare tutto, quando in realtà il mercato non può regolare niente, semplicemente perché la libera concorrenza non esiste, dal momento che il mercato è composto sempre solo dai soliti soggetti, che probabilmente si accordano per politiche comuni, con, come unico obbiettivo, la massimizzazione dei profitti. So che il vocabolo decrescita suona male ma è solo uno slogan per far incuriosire il lettore. In realtà chi impara a decrescere non vuole più tornare indietro. Immaginiamo di costruire una nave e per costruirla utilizziamo i materiali e criteri sbagliati. Con questa nave dovremo affrontare una traversata transoceanica, per un errore di rotta la nave si scontra con un iceberg di grosse dimensioni, e poiché non sono stati utilizzati i criteri e i materiali più sicuri affonda. Cosa sarebbe successo se invece fosse stata costruita utilizzando un criterio di sicurezza e materiali migliori? Non lo sappiamo ma certamente avrebbe avuto più possibilità di non affondare.
Così è il nostro pianeta. Se non adottiamo criteri che possano permettere la sopravvivenza di questo fragile ecosistema, molto facilmente affonderemo tutti. Decrescere non significa rinunciare a quello che possediamo, ma utilizzarlo al meglio e senza sprechi di risorse. E' necessario per comprendere il concetto di decrescita, valutare gli effetti del modello socio-economico liberista, in concreto il suo fallimento. Un sistema che genera disuguaglianze, spreco di risorse, guerre, una corsa al massimo profitto e incita alla violenza.
Il neoliberismo parte dal presupposto che le risorse siano illimitate, cosa non concepibile in quanto il pianeta terra è limitato e di conseguenza anche le risorse lo sono. Non riusciamo più a distinguere cosa sia necessario veramente per la nostra vita quotidiana. Siamo bombardati da innumerevoli annunci pubblicitari, che ci spingono a consumare anche prodotti dei quali potremo fare benissimo a meno e che compriamo per poi buttarli generando spreco di risorse. Per decrescere è necessario non sprecare risorse, non cadere nella trappola perversa del consumismo sfrenato, non sottostare a delle imposizioni subliminali imposti dalla televisione, ridurre al minimo gli imballaggi e cercare di utilizzare tutto il riutilizzabile. Ma non solo. Deve cambiare il modo di produrre e dove produrre. Ritornare ad economie locali per ridurre i costi dei trasporti, perchè trasportare una merce a lunghe distanze comporta un dispendio energetico, una emissione maggiore di anidride carbonica, più incidenti sulle strade, più imballaggi e quindi più rifiuti, più polveri sottili anch'esse colpevoli di casi di tumore e malattie cardiocircolatorie, più costi per la sanità ecc. Si deve produrre con la massima attenzione al rispetto dell'ambiente, costruire case tenendo conto del risparmio energetico e di mantenere una parte di verde necessaria alla sopravvivenza dell'ecosistema. La grande obbiezione che viene fatta alla decrescita deriva dalla paura di dover rinunciare ad alcune comodità oppure dal fatto che potrebbe sembrare tornare indietro nel tempo. In un certo senso è necessario fare un passo indietro, per tornare ad adottare abitudini ormai perdute, ma che rispettavano l'ambiente e la convivenza civile. Ma grazie all'innovazione non siamo costretti a rinunciare a niente, solo dobbiamo utilizzare quello che abbiamo al meglio per evitare sprechi. Altra obiezione che spesso viene fatta riguarda il fatto che facendo cosi riduciamo i posti di lavoro e la quantità prodotta. E' vero, ma è anche vero che potremmo lavorare tutti meno e soprattutto lavorare tutti, allo stesso salario, basterebbe fare una politica economica differente.
Quindi dobbiamo ripensare al modello di "sviluppo" che vogliamo. Sviluppare qualità, cultura e consapevolezza democratica, serve ad ottenere una buona convivenza democratica e civile fra gli uomini. Politicamente l'evoluzione dovrà portare sempre ad una maggiore partecipazione dei cittadini, che segnalano problemi, danno idee, e decidono come convivere senza imposizioni dall'alto. Questo è quello che sia io che il movimento della decrescita ci auspichiamo succeda, e succeda immediatamente. Questo per il bene dell'umanità intera.
Gli strumenti utilizzati per “decrescere” sono soprattutto i GAS (gruppi di acquisto solidale), che nascono dalla necessitò di un ritorno all’acquisto di prodotti di qualità, che impattano poco sull’ambiente e che aiutano l’economia locale a sopravvivere. Ad esempio l’agricoltura ai giorni nostri ha avuto notevoli mutazioni. Mentre adesso si pratica, nella maggior parte dei casi, la monocoltura, costringendo gli agricoltori all’utilizzo di prodotti che avvelenano la terra, le falde acquifere e i frutti stessi della terra, con conseguenze anche sui mangimi per animali che di tali prodotti si cibano. (esistono casi nei quali le conseguenze si riflettono sulle carni, e sul latte, cibi dei quali tutti non possiamo fare a meno).
In seguito i GAS si sono trasformati in un vero e proprio movimento culturale dove vi è un continuo scambio di nozioni e informazioni, sulle proprietà organolettiche dei cibi, sulla finanza etica, sull’energia, sulla critica al sistema economico neoliberista che mette il profitto e la crescita illimitata al centro dei suoi propositi.
Un vero e proprio movimento culturale fondato sulla ricerca di un nuovo modello di società, più equa e che possa convivere in pace.
Maggiori informazioni al sito www.decrescita.it
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

0 commenti:
Posta un commento